Avvio difficile per la stagione estiva

Non è stato un avvio semplice quello della stagione estiva per i soci produttori di Orogel Fresco, alle prese con un clima avverso. A confermarlo è Vincenzo Finelli, Direttore Operativo subentrato da qualche mese a Mauro Battistini.

La stagione estiva - spiega Finelli - si è presentata da subito molto difficile: abbiamo avuto, infatti, un inizio campagna, in particolare il mese di maggio, con un clima non adeguato né per il consumo né per la produzione. Solo per fare un esempio, sono state vendute più mele e pere rispetto alla tradizionale frutta primaverile.


Grossi problemi sono poi da imputare alla grandine che ha danneggiato le coltivazioni di albicocche, in particolare al Sud Italia e la prima conseguenza di queste violente precipitazioni è stata la necessità di conferire la frutta all’industria invece che alla GDO. Va anche rilevato, comunque, che i prodotti giunti sul mercato che avevano qualche piccolo segno non hanno spuntato buoni prezzi, contribuendo così a deprimerne l’andamento.


Quest’anno, poi, la GDO ha prestato particolare attenzione alla qualità organolettica della frutta e le primizie che siamo stati in grado di conferire non avevano quel grado di gusto ritenuto imprescindibile dalla Grande Distribuzione, un nuovo problema che si è andato a sommare a quello dell’avvio di stagione complicato dal clima. Il mix di mancanza di caldo e sapore poco deciso delle primizie ha portato rallentamento nei consumi che sono partiti solo nell’ultima settimana di giugno, facendoci di fatto perdere dalle 2 alle 4 settimane di vendita.


Le cose hanno iniziato a migliorare da metà giugno con l’arrivo dell’estate e del caldo che hanno favorito i consumi della frutta e indotto la GDO a sostituire i prodotti spagnoli, fino ad allora presenti sui banchi, con quelli italiani che, indubbiamente, hanno sapore migliore. Questa decisione della Grande Distribuzione ha fatto partire un po’ i consumi, ma rileviamo comunque ancora delle difficoltà, in particolare per le produzione del Sud Italia. Sul fronte delle nettarine ad oggi ci sono speranze che ci si possa riprendere: la richiesta e i consumi ci sono e non abbiamo grosse giacenze. Diversa la questione per le pesche che continuano a perdere interesse non solo in Italia, ma in tutta Europa, dove registriamo un crollo della domanda, imputabile forse alla buccia del frutto o, secondo alcuni, all’assenza di rinnovamenti varietali propri, invece, delle nettarine. A questo punto, comunque, ci auguriamo che le condizioni meteo favorevoli e il caldo persistano in Italia ed Europa perché solo col caldo si incentivano i consumi.

Noi come struttura cerchiamo di fare del nostro meglio nella gestione del prodotto salvaguardando la qualità della frutta. Qualità divenuta sempre più importante sul mercato, ragion per cui diviene fondamentale prestare attenzione ad ogni fase produttiva: dalla campagna allo stoccaggio, fino al confezionamento.

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Pere