Autunno 2019 in salita

Una stagione in salita per la frutta fresca: Vincenzo Finelli di Orogel Fresco fa il punto sull'autunno 2019

 

Quella estiva è stata, in generale, una stagione molto pesante a causa del crollo delle esportazioni che sono state più basse del solito - spiega Vincenzo Finelli di Orogel Fresco - e hanno condizionato le vendite. A ciò si è aggiunta la concorrenza degli spagnoli più incisiva che in passato. Questo fattore, sommato ai problemi qualitativi della nostra frutta, ha determinato una performance stagionale che non possiamo certo giudicare positiva.

 

Andiamo più nel dettaglio. I problemi sono iniziati con le varietà precoci che non sono state eccellenti e che hanno quindi lasciato spazio agli spagnoli che, a quel punto, a stagione inoltrata, se lo sono tenuto anche quando la nostra frutta era molto buona. Il punto è che pur non avendo avuto quantità di frutta molto importanti in giacenza non si è riusciti a spuntare buoni prezzi su un mercato in cui le vendite sono comunque state limitate.

 

Per quanto riguarda la campagna autunno-inverno abbiamo ancora una situazione piuttosto pesante sul fronte delle susine sia estive che autunnali. Probabilmente, assisteremo alla peggior campagna degli ultimi 10 anni. Anche in questo caso il problema è iniziato con le prime varietà non particolarmente buone. In una prima fase abbiamo sofferto a causa della qualità organolettica del frutto non all’altezza degli standard. Così, siamo costretti a riconquistare spazio: a campagna inoltrata, diventa davvero difficile. C’è anche da dire che gli spagnoli, negli ultimi anni, hanno investito tantissimo sulla varietà dei loro prodotti, ottenendo così qualità superiori, e pezzature grandi che hanno dato vita a un frutto praticamente perfetto. Dobbiamo infine rilevare che, sul fronte delle susine, è mancato moltissimo il mercato dell’export sia in Europa che nel Middle e Far East.

 

Tuttavia, se noi non possiamo rallegrarci, neanche i nostri principali competitor iberici sono sereni perché, pur avendo venduto tanto, non hanno spuntato prezzi buoni. Si tratta di un segnale importante, da non sottovalutare. A questo punto ci auguriamo che le qualità autunno invernali di susine, come le Angeleno, possano trovare condizioni migliori e più spazio nei prossimi mesi.

 

Quella delle pere, poi, è stata una campagna strana, che finirà sui libri per una carenza produttiva mai registrata nella pericoltura. Tale carenza è dovuta diversi fattori concomitanti: malattie fungine, cimice asiatica e condizioni climatiche avverse nei periodi cruciali. Il risultato è stato un crollo della produzione su cui, per giunta, si sono accaniti questi elementi avversi. La scarsità di pere disponibili ha portato ad avere prezzi alti nella vendita che tuttavia non sono riusciti a compensarne il calo. Per questo, corriamo il rischio di scontentare sia la GDO, che paga molto la frutta, sia il consumatore finale sia, appunto, il produttore.

 

La stagione delle mele sta iniziando con prezzi mediamente bassi. Ci si aspetta però, e soprattutto si spera, che possa esserci un miglioramento con l’inizio del nuovo anno, nella seconda campagna.

 

È stata finora bassa anche la produzione di cachi, dovuta a fioritura molto lunga. C’è una cascola ancora in atto e, probabilmente, alla fine avremo molta meno produzione che in passato: cosa che fa ipotizzare la scarsità di produzione possa essere meglio pagata.

 

Anche nel caso dei kiwi la produzione è finora leggermente al di sotto della media e la qualità non risulta eccellente. Si percepisce tuttavia un leggero fermento sul mercato, che ci fa pensare possa essere migliore rispetto ad altri prodotti.

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Pere